21/10/2010
Due notizie
Vorrei condividere con voi due notizie che ho appena letto. Una l'ho trovata sul sito di rassegna, la seconda su quello di repubblica
ECCO LA PRIMA
Lavoro
Due disoccupati tentano il suicidio a Cagliari e Palermo
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In Sicilia un uomo di 31 anni minaccia di gettarsi da un ponte, poi i carabinieri e i vigili del fuoco lo fanno scendere. Tensione anche in Sardegna, dove un operaio senza stipendio da mesi tenta di lanciarsi dalla finestra: fermato all'ultimo momento
di rassegna.it
Un disoccupato di 31 anni è salito sul muretto del ponte sul fiume di via Oreto, a Palermo minacciando il suicidio. Sul luogo è stato richiesto l'intervento dei vigili del fuoco, mentre i militari del Nucleo Radiomobile tentavano di far desistere l'uomo. L'uomo era salito sul ponte in preda a una crisi legata a problemi di natura lavorativa: è disoccupato e non riesce a trovare lavoro. Dopo un fitto dialogo i militari sono riusciti a far desistere il giovane dai suoi propositi.
Tensione anche a Cagliari, dove una cinquantina di lavoratori della Geas, ditta d’appalto del gruppo Mazzoni che opera nelle ferrovie, ha occupato gli uffici del direttore regionale di Trenitalia Sandro Tola in via Roma. Quattro di loro hanno poi raggiunto il terrazzo della stazione e sono ancora lì: non scenderanno, dicono, fino a quando non avranno risposte sugli stipendi arretrati. La situazione d'incertezza va avanti da mesi, con la ditta d’appalto (104 lavoratori in tutta la Sardegna) e Trenitalia, che si rimpallano le responsabilità dei mancati pagamenti.
Uno degli operai che hanno occupato la direzione, riferisce l'Ansa, preso dalla disperazione ha aperto la finestra della stanza del direttore e ha cercato di lanciarsi nel vuoto, salvato all'ultimo momento da un poliziotto della Polfer che lo ha afferrato. Ora è ricoverato in stato di choc in ospedale. "È un dramma della disperazione - ha spiegato il segretario provinciale della Filt, Sandro Bianco - di recente ha ricevuto l'ingiunzione di sfratto perché non ha i soldi per pagarsi l'affitto. Ora il pericolo della disoccupazione. Non ha retto ed è crollato, la situazione per questi lavoratori sembra senza uscita, bisogna intervenire".
ECCO LA SECONDA
Un reggiseno da 2 milioni di dollari per Adriana Lima
Tremila diamanti, zaffiri, topazi e oro bianco: valore totale, 2 milioni di dollari. E in più, la bellezza della top model brasiliana: è il nuovo reggiseno, presumibilmente non in vendita nei negozi, presentato da Victoria's Secret a New York

Nella foto: la top model Adriana Lima
Difficile trovare commenti all'altezza di queste due notizie comparate
Di Paolo Andruccioli il 21/10/2010 alle 11:02 | Non ci sono commenti
13/10/2010
Alla destra piace la violenza. Sui minori

Questa mattina il mio amico Fabio mi ha inviato questa notizia pregandomi di farla girare. E io la faccio subito girare perché merita e ci racconta davvero parecchio del nostro bel paese.
VIOLENZA SESSUALE "LIEVE" AI MINORI:
ECCO I NOMI DEI SENATORI FIRMATARI
Si commenta da sé.
Si erano inventati un emendamento proprio carino.
Zitti, zitti nel disegno di legge sulle intercettazioni avevano infilato l'emendamento 1.707, quello che introduceva il termine di "Violenza sessuale di lieve entità" nei confronti di minori.
Firmatari alcuni senatori di Pdl e Lega che proponevano l'abolizione dell'obbligo di arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale nei confronti di minori, se - appunto - di "minore entità".
Senza peraltro specificare come si svolgesse, in pratica, una violenza sessuale "di lieve entità" nei confronti di un bambino.
Dopo la denuncia del Partito Democratico, nel Centrodestra c'è stato il fuggi-fuggi, il "ma non lo sapevo", il "non avevo capito" uniti all'inevitabile berlusconiano "ci avete frainteso".
Poi, finalmente, un deputato del Pd ha scoperto i frimatari dell'emendamento 1707.
sen. Maurizio Gasparri (Pdl)
sen. Federico Bricolo (Lega Nord Padania)

sen. Gaetano Quagliarello (Pdl)
sen. Roberto Centaro (Pdl)
sen. Filippo Berselli (Pdl)
sen. Sandro Mazzatorta (Lega Nord Padania)
sen. Sergio Divina (Lega Nord Padania)
Di Paolo Andruccioli il 13/10/2010 alle 09:24 | Non ci sono commenti
07/10/2010
De Niro salvaci dall'eolico


Sulla mia posta elettronica, questa mattina, ho ricevuto questa mail che vorrei socializzare con voi. La domanda che mi ha suscitato è la seguente : siamo contro anche alle energie alternative? Oppure siamo a favore dell’eolico, ma non ci va di avere quelle orrende pale sulle nostre terre? L’eolico va bene solo se sta da un’altra parte?
Non voglio fare l’aristrocratico o peggio il radical chic, ma mi chiedo: come dobbiamo intendere La SOSTENIBILITA’ e la nostra RESPONSABILITA’ per le generazioni future visto che proprio la sostenibilità ambientale diventa sempre più un problema anche dal punto di vista della gestione del territorio e dell'estetica del paesaggio, proprio mentre il governo tenta di rilanciare il nucleare. È anche ovvio che a nessuno piacerebbe avere una casa con un traliccio o una pala eolica di fronte (anche se non sono per niente la stessa cosa). Insomma il problema è maledettamente serio e in questo caso non possiamo dire: ai posteri l’ardua sentenza
La mail in questione mi è pervenuta dall’indirizzo: info@forchecaudine.it
Un cartello di settanta associazioni si rivolge all’attore contro l’invasione eolica:
il rischio di 5mila pale nei 4mila chilometri quadrati della più piccola regione del Sud
Appello a Robert De Niro:
salva il “tuo” Molise
ROMA – Un disperato appello a Robert De Niro, il più illustre “emigrato” d’origine molisana, perché intervenga a favore della “sua” terra. In ballo c’è il rischio di una vera e propria devastazione del territorio molisano a causa dell’installazione di 5mila pale eoliche, alte da 120 a 140 metri, nei 4mila metri quadrati della regione. Non verrebbero risparmiati siti archeologici, paesaggistici e storici.
A rivolgersi direttamente al celebre attore, che tra l’altro è iscritto alle liste elettorali italiane proprio nella molisana Ferrazzano, paese d’origine, è un cartello di settanta associazioni. In testa quelle delle emigrati sparsi per il mondo, con il sostegno del vescovo di Campobasso, Giancarlo Maria Bregantini (ex locride), preoccupate per il rischio che il piccolo e incontaminato Molise, con novanta aree tra Zone di protezione speciale (Zps) e Siti di interesse comunitario (Sic), si ritrovi un palo ogni 1,3 chilometri quadrati. Un primato poco invidiabile. Anche perché il Molise ha già dato: soltanto tra il 2008 e il 2009 ha avuto un tasso di crescita del settore eolico del 45%, dati Nomisma Energia. E con l’ultima legge regionale, che ha annullato i limiti di pali installabili sul territorio e cancellati i divieti di parchi eolici off-shore, l’invito ai progetti delle multinazionali è palese.
“Sull’utilità dell’eolico possiamo discutere – sottolinea Gabriele Di Nucci, segretario dell’associazione “Forche Caudine”, lo storico circolo dei 43mila molisani a Roma. ”Ma è inaccettabile che i territori del Sud, e del Molise in particolare, debbano rappresentare la concentrazione degli appetiti, l’habitat ideale per decine di società, non sempre immacolate, pronte a realizzare impianti che andrebbero ad inficiare la sorte di tesori archeologici come Pietrabbondante e Sepino o delle centinaia di borghi medievali che caratterizzano lo sconosciuto Molise. A rischio c’è più della metà dei Comuni della regione”.
“Abbiamo già incontrato De Niro nelle sue trasferte a Roma – continua Di Nucci. “E’ noto il suo impegno sociale, nonché la sua vicinanza all’Italia e alla sua terra d’origine, che ha visitato da bambino, condotto dal padre. Non vorremmo certo condurlo in un immenso parco eolico”.

Di Paolo Andruccioli il 07/10/2010 alle 12:47 | Non ci sono commenti
07/10/2010
Il treno Italo e la guerra degli ex
Di questi tempi se ne vedono di tutti i colori

prima ci dicono che il futuro del mondo sta nelle privatizzazioni, nel ritiro dello Stato dal campo di gioco e ovviamente nella concorrenza. Poi scopriamo che l'ad Marchionne vuole avere il monopolio assoluto e il consenso assoluto per investire ancora in Italia nel settore disastrato dell'automobile.
Poi scopriamo anche che la privatizzazione delle ferrovie e l'avvio di una fase di "sana" concorenza sui binari era tutta fuffa. Roba mediatica. Lo abbiamo capito dalle dichiarazioni di Luca Cordero di Montezemolo che prima di buttarsi in politica sta cercando di fare affari con la sua Ntv che dovrebbe entrare in concorrenza con Rfi (le ferrovie) alla fine del prossimo anno. Dopo aver investito un miliardo di euro e promessa la creazione di duemila posti di lavoro, ora Montezemolo non riesce a far viaggiare i suoi treni sui binari di prova.
Siamo boicottati dalle ferrovie, dice Montezemolo, abituato alle piste superveloci della sua Ferrari. Secondo la sua ricostruzione, l'ad delle ferrovie, Mauro Moretti, cercherebbe in tutti i modi di mettere i bastoni tra le ruote (non in senso letterale si spera) del nuovo convoglio superveloce Italo. Le ferrovie avrebbero rallentato anche tutte le operazioni di certificazione e omologazione dei treni "privati"
Una vera guerra tra ex dunque. Luca Cordero, ex Confindustria. Mauro Moretti, ex Filt Cgil. Una guerra che potrebbe trasferirsi presto anche nelle aule di tribunale, visto che sono stati già chiesti i danni.
Nel frattempo i normali utenti del servizio, noi poveri cittadini pendolari, non possiamo chiedere i danni a nessuno. Rimaniamo sempre più spesso sulle banchine in attesa dei treni ad "alta frequentazione" in attesa di un isperato passaggio verso casa. Ma dagli altoparlanti risuona sempre più spesso quel..".il treno n. xy, oggi è stato soppresso"


prima ci dicono che il futuro del mondo sta nelle privatizzazioni, nel ritiro dello Stato dal campo di gioco e ovviamente nella concorrenza. Poi scopriamo che l'ad Marchionne vuole avere il monopolio assoluto e il consenso assoluto per investire ancora in Italia nel settore disastrato dell'automobile.
Poi scopriamo anche che la privatizzazione delle ferrovie e l'avvio di una fase di "sana" concorenza sui binari era tutta fuffa. Roba mediatica. Lo abbiamo capito dalle dichiarazioni di Luca Cordero di Montezemolo che prima di buttarsi in politica sta cercando di fare affari con la sua Ntv che dovrebbe entrare in concorrenza con Rfi (le ferrovie) alla fine del prossimo anno. Dopo aver investito un miliardo di euro e promessa la creazione di duemila posti di lavoro, ora Montezemolo non riesce a far viaggiare i suoi treni sui binari di prova.
Siamo boicottati dalle ferrovie, dice Montezemolo, abituato alle piste superveloci della sua Ferrari. Secondo la sua ricostruzione, l'ad delle ferrovie, Mauro Moretti, cercherebbe in tutti i modi di mettere i bastoni tra le ruote (non in senso letterale si spera) del nuovo convoglio superveloce Italo. Le ferrovie avrebbero rallentato anche tutte le operazioni di certificazione e omologazione dei treni "privati"
Una vera guerra tra ex dunque. Luca Cordero, ex Confindustria. Mauro Moretti, ex Filt Cgil. Una guerra che potrebbe trasferirsi presto anche nelle aule di tribunale, visto che sono stati già chiesti i danni.
Nel frattempo i normali utenti del servizio, noi poveri cittadini pendolari, non possiamo chiedere i danni a nessuno. Rimaniamo sempre più spesso sulle banchine in attesa dei treni ad "alta frequentazione" in attesa di un isperato passaggio verso casa. Ma dagli altoparlanti risuona sempre più spesso quel..".il treno n. xy, oggi è stato soppresso"

Di Paolo Andruccioli il 07/10/2010 alle 11:13 | Non ci sono commenti
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