23/03/2010
Class action dei lavoratori di Ground Zero

Ancora una notizia dalla rassegna stampa di Rsi, Responsabilità sociale d'impresa
Un giudice federale della Corte distrettuale di Manhattan, Alvin K. Hellerstein, ha bocciato il patteggiamento, sottoscritto l’11 marzo, dal municipio di New York e dai legali di circa diecimila persone che hanno lavorato tra le macerie delle torri gemelle, a Ground Zero, contraendo malattie respiratorie e restando vittime di tumori. La class action intentata dai lavoratori denunciava le scarse protezioni di cui hanno goduto, contro l’inspirazione di amianto ed altre sostanze tossiche.
Il patteggiamento prevedeva il pagamento da parte della città di New York di 657 milioni di dollari. Troppo pochi, secondo il giudice, anche perché circa un terzo servirebbero a pagare le parcelle degli avvocati dei querelanti, che, invece, dovrebbero essere messe a carico della compagnia d’assicurazioni, che si fa carico delle spese legali dei legali della città di New York.
Secondo il giudice, inoltre, alcuni aspetti del patteggiamento sono troppo complicati e i querelanti non sono in grado di assumere una decisione consapevole, nel decidere se accettarle o no.
Come riferisce il New York Times, il giudice ha deciso che sono necessarie ulteriori negoziazioni tra le parti, che dovranno avvenire sotto la sua supervisione, “per trovare una soluzione migliore e più equa. Io non presiederò una soluzione basata sulla paura o sull’ignoranza”.
Di Paolo Andruccioli il 23/03/2010 alle 14:51 | Non ci sono commenti
23/03/2010
Non investite nel Grupo Mexico

Riprendiamo questa notizia dalla rassegna stampa settimanale di Rsi, Responsabilità sociale d'impresa.
Due federazioni internazionali dei sindacati – l’International Federation of Chemical, Energy, Mining and General Workers' Unions (ICEM) e l’International Metalworkers Federation (IMF) – e le loro affiliate in Norvegia hanno chiesto al fondo pensione governativo norvegese di disinvestire dalla compagnia mineraria Grupo Mexico, che opera in Messico, Perù e Stati Uniti, accusata di sistematiche violazione dei diritti umani, dei diritti sindacali, delle misure a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, e di gravi danni all’ambiente.
“Le pratiche illegali di Grupo Mexico, sostenute purtroppo da un governo messicano corrotto”, ha detto il segretario generale dell’IMF, Jryki Raina, costituiscono una sistematica violazione dei principi del Global Compact dell’Onu e delle linee guida dell’Ocse, il che, secondo i sindacati, dovrebbe essere già di per sé sufficiente a giustificare il disinvestimento del fondo pensione governativo norvegese dalla compagnia mineraria, per incompatibilità con i suoi principi etici.
Nel 2009, la società di rating etico Covalence ha classificato Grupo Mexico al 573° su 581 compagnie multinazionali.
Di Paolo Andruccioli il 23/03/2010 alle 14:42 | Non ci sono commenti
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