Post di novembre

25/11/2009

Non va più a scuola perché hanno licenziato il padre



Ci sono storie che ci toccano il cuore. Altre che volutamente ci spingono a commuoverci. Ci sono storie "buoniste", altre "buone". Ci sono storie eticamente corrette, altre con un qualche addentellato positivo. Ma poi ci sono storie che ci (mi) fanno solo rabbia. Questa che rilancio direttamente dal sito di Repubblica di oggi (25 novembre), per esempio. A voi i commenti

TRENTO - Era uno studente modello, ma le circostanze lo hanno costretto a lasciare la scuola: il padre ha perso il lavoro e in famiglia servono soldi. Succede a Rovereto, in Trentino, dove la preside dell'istituto superiore frequentato dal ragazzo ha deciso di rendere nota la storia. A 17 anni, il diritto allo studio ai tempi della crisi deve i fare i conti con la dura realtà dei grandi.

Flavia Andreatta, preside del Fontana, ha raccontato al quotidiano locale "Trentino" di come sia stata colpita dalle parole dell'adolescente. Un giorno il ragazzo è andato da lei, dicendole: "Devo cercare qualcosa per sostenere la mia famiglia. Non ci sono alternative". Categorico, con la maturità di chi si sente già responsabile per sè e per gli altri.

La dirigente scolastica ha poi spiegato di aver tentato, insieme ai genitori del ragazzo, di convincerlo a restare tra i banchi, ma invano. "La mamma ha ancora un impiego e avrebbero fatto dei sacrifici, pur di vederlo studiare, però il ragazzo si è sentito un po' l'uomo di famiglia, con la responsabilità di contribuire al bilancio", ha spiegato la preside. "Un vero peccato - ha aggiunto - perchè era bravo, con la media del 7. So che adesso ha trovato dei lavori interinali".

Le difficoltà, a sentire la dirigente scolastica, non sono un caso isolato. Riguardano molte famiglie, "sia di extracomunitari che di italiani - ha proseguito - soprattutto se ci sono più figli e tra i genitori qualcuno è in cassa integrazione o ha perso il lavoro". Per non parlare, poi, dei viaggi d'istruzione e delle attività extra, che ormai sono spesso considerate un lusso. "C'è chi arriva a fare un mutuo per pagare un viaggio d'istruzione, che magari costa qualche centinaio di euro. Per questo noi stiamo molto attenti a proporre iniziative, perché devono essere alla portata di tutti".

La storia dell'ex-studente di Rovereto ha già attirato l'attenzione dell'assessore all'Istruzione della Provincia autonoma di Trento, Marta Dalmaso. "Un fatto di questo tipo è molto grave, inaccettabile". Secondo l'assessore, non sono stati segnalati altri casi analoghi, anche se l'abbandono del percorso di studi per sostenere l'economia familiare è sicuramente un problema attuale. "Mi occuperò personalmente di approfondire la vicenda - ha proseguito Dalmaso, che ha poi lodato il 17enne per la "sensibilità verso i genitori e il sacrificio personale". (La Repubblica)

TAG scuola discriminazione sociale diritti licenziamenti

ARCHIVIATO IN Bell'esempio Economia e pazzia

Di Paolo Andruccioli il 25/11/2009 alle 15:21 | Non ci sono commenti

24/11/2009

Dietro Copenhagen lo spettro della delocalizzazione

È in atto un vero e proprio scontro di interessi economici dietro la facciata (neppure tanto tranquilla) del vertice di Copenhagen. La questione potrebbe essere sintetizzata in modo perfino banale. Siccome è necessario ridurre le emissioni di CO2 (anidride carbonica) che producono inquinamento, allora sarà obbligatorio mettere mano al funzionamento delle industrie. L'Europa si è già impegnata in tal senso, ma ora ci si deve accordare con le imprese che ovviamente non vogliono essere penalizzate. Si rischia di subire perfino un ricatto perché tutte le imprese (nessuna esclusa) non ci stanno ad essere penalizzate. La gara - dicono - diventa impari se si devono assorbire (nei costi di produzione) anche i costi di riduzione delle emissioni. Rispettare l'ambiente costa, non è una roba da anime belle. Pesa sui bilanci e pesa sul bilancio dell'umanità. Ma del bilancio umano i manager sono poco interessati (magari hanno testi filosofici sui comodini).

Insomma per farla breve e per sintetizzare al massimo si può dire così: le imprese chiedono alla poltica di essere sostenute nell'azione per la riduzione degli agenti inquinanti. Non vogliono assorbire questa battaglia di civiltà nei loro bilanci. E se la politica non fa nulla, allora è anche possibile imboccare un'altra strada. Voi non fate nulla, chiedete solo la riduzione delle emissioni?  E noi ce ne andiamo da un'altra parte. Parafrasando il grande Marx, si potrebbe dire che lo spettro della delocalizzazione si aggira per l'Europa. Anzi tra l'Europa e la Cina

TAG europa vertice di copenhagen clima industria delocalizzazione

ARCHIVIATO IN Economia e pazzia Ecosvolte

Di Paolo Andruccioli il 24/11/2009 alle 11:50 | Non ci sono commenti

20/11/2009

Se Cop 15 fallisce, Copenhagen vince comunque

La data di inizio della conferenza si avvicina inesorabilmente. E inesorabili sono le grandi manovre sul clima. Lo scontro non è da sottovalutare. In gioco c'è - come hanno capito tutti - un pezzo dei destini del mondo. Oggi vi propongo una piccola antologia per aggiornarci sul tema. Buona lettura

Dall’Espresso

C'è un solo vertice sul clima che conta: il summit della gente... Bruciate le speranze politiche sulla quindicesima Climate Change Conference delle Nazioni Unite, l'avanguardia verde che si è data appuntamento a Copenhagen per l'incontro parallelo Klimaforum09, sceglie di non accantonare l'entusiasmo. E di tirare dritto per la sua strada. Del resto, Kristine Holten-Anderson, l'architetto neppure trentenne che è riuscita a mettere insieme attivisti, scienziati, artisti, 6 mila persone inclusi Naomi Klein e Vandana Shiva, lo ripete da giorni: "Sarebbe molto imbarazzante per i leader uscire dalla Cop 15 senza impegni specifici, mentre la gente comune, nella stessa città, ha escogitato soluzioni concrete".

Insomma, con le temperature sotto lo zero i danesi hanno confidenza. E non sarà il raggelante annuncio di ridimensionare la Cop 15 a rovinare la festa. Anzi, se per gli altri il vertice sarà l'ennesimo punto di partenza, la città è decisa a dimostrare dove, nel frattempo e con le sue forze, è arrivata. Che la città del futuro esiste già: qui, sin d'ora. Welcome a Copenhagen. Non sarà la città più felice del mondo, come l'Ocse e l'Università di Leicester si ostinano a ripetere. Di certo scoppia di salute. E di orgoglio: il sogno d'imporsi come la capitale ambientale d'Europa è a un soffio. E per raggiungerlo, la città alza la posta: negli ultimi dieci anni ha ridotto le emissioni inquinanti del 25 per cento, oggi le taglia di un altro 20 rispetto al 2005. E fissa un traguardo che lascia indietro il resto del mondo: diventerà "carbon neutral" entro il 2025. Sarà, cioè, a emissioni zero. Lo promette "The city of Copenhagen", la città e i suoi abitanti - 500 mila nel comune, un milione e 200 mila includendo l'area metropolitana - che emblematicamente firmano "Eco-Metropolis", ambizioso progetto lanciato nel 2007: nessuno a reclamarne la paternità, perché se risultati ci sono è merito di tutti. Nemico numero uno: le emissioni di anidride carbonica.

Da La Repubblica

Martini presenta la tre giorni dedicata all´ambiente. In vista di Copenaghen i Green days della Regione

Tre giornate dedicate all´ambiente e all´economia sostenibile. Sono i «Green days» organizzati dalla Regione alla vigilia della conferenza di Copenhagen sul clima, in programma alla Fortezza da mercoledì 25 a venerdì 27. Il programma, presentato ieri dal presidente Claudio Martini, sarà articolato in aree tematiche: la prima giornata, mercoledì, ruoterà intorno ai «Nuovi modi di costruire e abitare in Toscana e nel Mediterraneo» e vedrà fra i relatori Andrea Tilche della Commissione europea e l´assessore alla casa Eugenio Baronti. Il giorno successivo la Fortezza ospiterà la seconda edizione degli «Stati generali della sostenibilità», durante i quali saranno presentati il rapporto sulla Toscana sostenibile e il Dossier immigrazione 2009 della Caritas. Lo stesso giorno Jean Paul Fitoussi, presidente dell´Osservatorio francesce delle congiunture economiche, terrà una lectio magistralis sulla sostenibilità come nuovo motore dell´economia. Venerdì, infine, si svolgerà la quattordicesima Conferenza regionale dell´ambiente: un´occasione per presentare risultati e strategie per la green economy in Toscana. Una green economy che, ha spiegato Martini, «non può più essere considerata una delle opzioni, ma l´opzione unica per uscire dalla crisi globale». A questo proposito il presidente toscano ha individuato tre obiettivi: «Sviluppare politiche pubbliche fortemente integrate, in grado ad esempio di ottimizzare la diffusione delle energie rinnovabili tra le famiglie, le imprese e le pubbliche amministrazioni, in quanto la green economy può funzionare solo come politica d´insieme; creare le condizioni per la nascita di una nuova industria verde e sviluppare le potenzialità del settore agricolo». «Si tratta - ha continuato - di costruire un laboratorio per progettare modelli di intervento da realizzare in un territorio ed esportare poi in tutta la Toscana: in questo senso esiste già un gruppo di lavoro costituito da Regione, Finmeccanica, Ansaldo, Enel, Fidi Toscana e Sant´Anna di Pisa e sono già state individuate due aree-modello: l´alta Valdera e la Val di Cecina». (g.r.)


Da Greenreport


La Merkel e Sarkozy «Accordo vincolante sul clima nel 2010»



LIVORNO. Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha chiesto che tutti i Paesi fissino obiettivi vincolanti per il cambiamento climatico al più tardi entro il prossimo anno, riconoscendo così che al summit di Copenhagen a dicembre non potrà essere realizzato nessun accordo che non vada oltre un riconoscimento politico della gravità della situazione da affrontare. In una conferenza stampa congiunta la Merkel ed il presidente francese Nicolas Sarkozy si sono detti entrambi preoccupati del fatto che gli altri Paesi «sembrano aver ridotto» le loro ambizioni per concordare tagli dei gas serra a Copenaghen.
“L'anno prossimo, possibilmente durante la prima metà, si deve concludere un accordo vincolante, che avrà il controllo internazionale degli obblighi di ciascun Paese - ha detto la Merkel ai giornalisti a margine del vertice dei leader Unione europea a Bruxelles. Sarkozy ha annunciato che sia lui che la Merkel prevedono di partecipare alla conferenza delle Nazioni Unite in Danimarca il 17-18 dicembre e che premeranno per un accordo che limiti il riscaldamento globale a non più di 2 gradi entro il 2050 ed ha invitato gli altri capi di Stato a fare altrettanto: «Non vogliamo un vertice con cattivi compromessi. L'Europa ha fatto molto, abbiamo bisogno di più movimento da parte di tutto il mondo».
La Merkel andrà quindi a Copenhagen, diversamente da quanto aveva annunciato, anche se è sicura di un accordo solo politico, ma insieme a Sarkozy (e al brasiliano Lula che ha firmato un accordo sul clima col presidente francese) vigilerà perché l'accordo di fatto stipulato da cinesi ed americano per "congelare" Copenhagen e rimandare tutto non si traduca in Messico nel 2010 in un nuovo nulla di fatto.
Il summit danese si preannuncia quindi più interessante di quanto fosse prevedibile dopo gli stanchi Climate change talks che hanno segnato la road map di Bali: gli schieramenti dati per certi si mescolano e l'Europa ha ancora qualche ciance, con il rinnovato patto franco-tedesco, di riuscire a mantenere la leadership di chi vuole un accordo vero e vincolante per il post-Kyoto, trovando magari in africani, latinoamericani ed isole del Pacifico nuovi alleati delusi dagli accomodamenti macro-economici e geopolitici di Cina ed Usa.


E l’Enel che dice?

dall’agenzia Agi

CLIMA: GNUDI, COPENHAGEN TAPPA; IN UE ABBIAMO GIA' VINCOLI

(AGI) - Reggio Calabria, 19 nov. - "Queste conferenze in cui sono coinvolti molti Paesi hanno processi decisionali molto lenti, basti pensare alla Wto e al Doha Round per il quale si discute da dieci anni". E' quanto ha dichiarato, a margine del convegno 'New Energies', organizzato dalla Fondazione Marisa Bellisario, il presidente di Enel Piero Gnudi, interpellato sulle aspettative della conferenza sul clima di Copenhagen in programma a dicembre. "Va detto, tuttavia - ha precisato Gnudi - che in Europa gli impegni li abbiamo gia' presi, indipendentemente da Copenhagen con gli obblighi del 20-20-20.
 Quindi, per gli Stati europei non cambia nulla in termini di politica energetica". Sulla penalizzazione derivante da tali vincoli per le imprese europee, il presidente Enel ha sottolineato: "il problema c'e' perche' anche con l'accordo di Kyoto l'industria europea e' stata quella piu' penalizzata.
 Forse in quel caso abbiamo anche esagerato facendo enormi sacrifici con vantaggi che in termini di emissioni sono stati minimi. Tutto il risparmio dell'Europa, derivante dagli obblighi di Kyoto, e' pari all'emissione della Cina in un anno".

TAG vertice di copenhagen clima enel cop 15 kristine holten-anderson

ARCHIVIATO IN Political Ecosvolte

Di Paolo Andruccioli il 20/11/2009 alle 15:27 | Non ci sono commenti

17/11/2009

Accordo sì, accordo no. Thriller Copenhagen



Ci sarà o non ci sarà l'accordo storico sulle emissioni di anidride carbonica? Ci sarà un rifiuto dei paesi cosiddetti emergenti, una sfuriata dell'Europa (che stavolta sembrava unita) e un compromesso tra le due grandi del G2, Usa e Cina? In vista del vertice (comunque storico di Copenhagen) rimbalzano i pronostici e vengono smentiti minuto dopo minuto. Questa mattina tutti i quotidiani italiani, di tutte le tendenze politiche, davano per spacciato il negoziato. Poi le agenzie....


Pechino, 17 nov. (Apcom) - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha detto oggi, nel corso di una conferenza stampa con il suo omologo cinese Hu Jintao, che nella conferenza internazionale sul clima di Copenhagen, che si terrà il prossimo mese, si dovrà giungere a un accordo con "effetto immediato". Obama - che ha parlato di "progressi" sulla questione del cambiamento climatico nei suoi colloqui con Hu - ha ricordato che "senza gli sforzi di Cina e Stati Uniti, i due più grandi consumatori e produttori di energia, non ci saranno soluzioni". Il nostro obiettivo non è né un accordo parziale né una dichiarazione politica, ma piuttosto un accordo che copra tutte le questioni del negoziato e che abbia un effetto immediato", ha aggiunto. (fonte Afp)

L'arte dei pronostici è sempre meno alla portata degli umani.

TAG vertice di copenhagen clima cina obama usa

ARCHIVIATO IN Political Economia e pazzia Ecosvolte

Di Paolo Andruccioli il 17/11/2009 alle 14:51 | Non ci sono commenti

17/11/2009

Il governo si vende l'acqua. Come Totò



Vi ricordate il mitico Totò quando nei film si vendeva la Fontana di Trevi? O il Colosseo, o altri monumenti pubblici? Ebbene il governo Berlusconiano sembra emulare il grande attore, ripetendo la farsa in tragedia. Parliamo naturalmente della privatizzazione dell'acqua che gli esponenti del governo non definiscono così. Non è una vera privatizzazione - dicono - è un passaggio intermedio, che sarà indolore.

Oggi (17 novembre, brutta data), la riforma del servizio idrico, contenuta nel decreto obblighi comunitari è in discussione alla Camera e come ci spiegano dal Wwf "arriva in un momento molto delicato ed estremamente vulnerabile per le capacità' dello Stato di pianificare, controllare e gestire la risorsa idrica" e va stralciata dal provvedimento.
Il Wwf - ma non solo loro - è convinto che "l'acqua, bene comune e prezioso" vada difesa.
Ed invece, fa notare l'organizzazione animalista, "il suo destino è affidato all'approvazione di una norma (articolo 15 dl 135/09) che, se dovesse passare, rischia di non accontentare nessuno, ne' chi e' per la ripubblicizzazione della gestione , ne' chi è per la liberalizzazione".

Oltre al fatto che tale norma, "rimette in discussione anche le societa' che hanno gia' avviato, da almeno due anni, la gestione della risorsa idrica secondo le leggi vigenti".
Per il Wwf "invocare nel provvedimento in discussione oggi l'obbligo comunitario è inoltre un falso problema, visto che permane saldo, nel diritto e nell'esperienza comunitaria, l'istituto dell' in house providing , ovvero, quel complesso di strutture che svolgono attivita' di pubblica amministrazione, sia l'esercizio della funzione organizzativa dei pubblici poteri'.

Molti sono gli appelli in difesa dell'acqua come bene pubblico. Molte sono state le campagne che si sono sviluppate negli anni scorsi. Anche il Pd e tutte le opposizioni parlamentari devono ora fare la loro parte. Il governo del conflitto di interessi non può permettersi di vendersi l'acqua di tutti e nel contempo cercare di fare bella figura dei vertici internazionali. Come al solito siamo alla politica spettacolo. Grandi proclami sui diritti umani universali da difendere in pubblico. Vendita dei beni pubblici ai privati in privato.

TAG totò acqua privatizzazioni

ARCHIVIATO IN Political Economia e pazzia Ecosvolte

Di Paolo Andruccioli il 17/11/2009 alle 14:13 | Non ci sono commenti

13/11/2009

Il mondo nelle mani di 191 persone

Notizia dall'agenzia Asca-Afp:

Copenhagen, 12 nov - Il Premier danese Lars Loekke Rasmussen ha ufficialmente invitato i 191 capi di Stato e di governo al summit sul clima delle Nazioni Unite che avra' luogo a dicembre a Copenhagen.

'La vostra personale partecipazione rappresenta un contributo fondamentale al buon esito della Conferenza Onu sui Cambiamenti climatici', ha scritto Rasmussen nel suo invito.

'I nostri sforzi congiunti verranno giudicati dai cittadini del mondo il 18 dicembre quando si chiudera' la conferenza', ha spiegato.

Copenhagen accogliera' il summit dal 7 al 18 dicembre.

Durante questo atteso evento i leader mondiali cercheranno di trovare un accordo per il periodo successivo al 2012, anno in cui termineranno le disposizioni sulla riduzione del gas serra prevista dal Protocollo di Kyoto.

Prima considerazione: tutto il mondo nelle mani 191 persone? (che comunque sono già un numero più consistente di quello relativo ai signori della finanza globale: saranno 191 quelli che contano davvero nella circolazione mondiale dei capitali e dei titoli?)

Seconda considerazione: si dovrà decidere cosa fare al momento in cui scadrà l'accordo di Kyoto. Ma quell'accordo è stato applicato? Sarebbe interessante capire gli effettivi risultati raggiunti

Didascalia della foto: una foca nello zoo di Barcellona, uno scatto della mia affezionata Nikon

TAG conferenza di copenhagen clima capi di stato globalizzazione

ARCHIVIATO IN Political Ecosvolte

Di Paolo Andruccioli il 13/11/2009 alle 14:52 | Non ci sono commenti

12/11/2009

È la stagione dei vertici mondiali. Ora tocca alla fame



In attesa di capire come andrà il vertice della Fao, è utile far circolare questo comunicato stampa.

Il vertice FAO rischia di chiudersi senza alcun passo in avanti: non c’è nulla di nuovo nella bozza di dichiarazione preparata, in vista dell’incontro, dalle missioni diplomatiche a Roma. A pochi giorni dal Vertice Alimentare Mondiale, in programma alla FAO dal 16 al 18 novembre, Oxfam International e Ucodep avvertono che l’evento rischia di essere un’ulteriore spreco di tempo e denaro, a meno che i leader mondiali non rimettano mano al testo della dichiarazione, dimostrando così leadership e volontà di puntare a un accordo ambizioso. [continua]

TAG fame nel mondo vertice fao economia globale ong

ARCHIVIATO IN Political Economia e pazzia

Di Paolo Andruccioli il 12/11/2009 alle 16:49 | Non ci sono commenti

11/11/2009

Greenpeace ai piedi di Cristoforo Colombo

La scorsa settimana ho visto attivisti di Greenpeace scalare il monumento a Cristoforo Colombo sulla piazza del porto di Barcellona. Il messaggio era rivolto ai governanti che si apprestano a riunirsi a Copenhagen per il vertice mondiale sul clima. Nel frattempo, sempre a Barcellona, era in corso la riunione preparatoria dello stesso vertice. Mi dicono che però dalle tante belle aspettative si sta scivolando verso un nulla di fatto. O un rinvio ad un nuovo appuntamento a giugno. Ora mi informo e poi vi dico. Per salire sul monumento Greenpeace ha organizzato una vera e propria scalata. In un prossimo post racconterò anche la storia del monumento. Io ero fuori e non ho avuto modo, il giorno successivo, di vedere i giornali italiani. Ma si è parlato della cosa qui da noi?

TAG barcellona vertice di copenhagen clima greenpeace

ARCHIVIATO IN Economia e pazzia Ecosvolte

Di Paolo Andruccioli il 11/11/2009 alle 17:16 | C'e' un commento

03/11/2009

Il virus dell'influenza A? Il sabato e la domenica dorme

Attenzione ad ammalarsi

fuori dagli orari di ufficio. Se volete avere il sostegno del ministero del Welfare, che ha assorbito quello della Salute, dovete (dobbiamo) avere l’accortezza di telefonare durante gli orari di disponibilità degli addetti. Il numero verde istituito dal ministro Sacconi è infatti a tempo: dal lunedì al venerdì, dalle 8 del mattino alle 18. Vietato ammalarsi il sabato e la domenica. O meglio: ci si può anche ammalare, ma il ministero non ne vuol sapere nulla. Lo ha fatto notare Luciana Pedoto, deputata del Pd in commissione Affari sociali della Camera. [continua]

TAG ministero della salute influenza a numero verde novartis vaccini

ARCHIVIATO IN Misteri e pregiudizi Political

Di Paolo Andruccioli il 03/11/2009 alle 11:58 | Non ci sono commenti

02/11/2009

Respingo, dunque sono. Una politica basata sui dati falsi

Immigrati? Respingimenti? Politiche?

Ecco come la vede il mio amico e collega Stefano Iucci

Cosa fa un paese civile se arriva una barca piena di persone inermi – spesso donne e bambini – che fuggono dalla fama e magari da guerre e persecuzioni? La risposta dovrebbe essere implicita. Ma nulla lo è più, pare, in questi tempi. Perché tra “i fiori all’occhiello” di questo governo c’è anche la politica dei “respingimenti”, costantemente rivendicata nonostante la Convenzione di Ginevra del 1951 li dichiari espressamente illegittimi.

Il presupposto della politica dei respingimenti è sempre lo stesso e si basa su dati non corrispondenti alla realtà e in base ai quali l’Italia sarebbe il porto di mare dove arrivano tutti i profughi del mondo. Ma non è così: nel mondo ci sono 42 milioni di profughi, l’80% di essi si trova nei paesi in via di sviluppo (Asia, Africa ecc…) e solo 4 milioni e mezzo in Europa. Quanto all’Europa, attualmente in Italia ci sono 47.000 rifugiati (0,7 ogni 1000 abitanti), in Germania 580.000 (più di 7 ogni 1000 abitanti), nel Regno Unito 290.000 (quasi 5 ogni 1000 abitanti), in Francia 160.000 e via scendendo.

Un articolo uscito sul Sole 24Ore di lunedì 2 novembre e firmato da Carlo Giorgi ci spiega quanto sia, oltreché barbara, anche insensata questa filosofia. Un’indagine realizzata da Naga (“Cittadini senza diritti”), ente no profit che si occupa di assistenza sanitaria per immigrati clandestini, documenta che un quarto delle persone che si sono rivolte all’ente per avere cure, è in Italia da quattro anni o più. Sono cioè i cosiddetti overstayers, vale a dire persone che arrivano non necessariamente da irregolari nel nostro paese e poi vi rimangono. Sono irregolari ma perfettamente inseriti, se è vero che il 70,4 per cento di loro ha un lavoro (ovviamente al nero) e il tasso di occupazione è del 76%, e dunque maggiore di quello della popolazione italiana fermo al 59%.

Insomma: l’unica politica sensata sarebbe quella di regolarizzare tutte queste persone. Né vale l’ideologia del “non possiamo far entrare chiunque”. Perché, di fatto, il nostro sistema economico queste persone le ha già accolte. Anche se non sempre a braccia aperte.

È una questione, appunto, di civiltà e di rispetto del diritto internazionale: le persone che chiedono aiuto devono essere accolte e identificate per verificare se hanno diritto a chiedere asilo politico o protezione umanitaria e non rigettate in mare, magari in paesi che, come la Libia, li costringono, come è stato ampiamente documentato dalla stampa, in veri e propri lager dove privazioni e torture rappresentano la normalità. Ovviamente, per quelli che eventualmente non avessero questo diritto si ha la possibilità di rimpatriarli nel loro paese d’origine e se non è possibile in un “paese terzo sicuro” dove non siano a rischio di incolumità. (Stefano Iucci)



TAG immigrazione politiche di destra respingimenti

ARCHIVIATO IN Misteri e pregiudizi Economia e pazzia

Di Paolo Andruccioli il 02/11/2009 alle 16:37 | Non ci sono commenti

1 - 10 (10 record)

  • dai blog